L’Antitrust difende i ristoranti-a-casa “limiti discriminatori”

Un vero e proprio j'accuse contro la legge che impone restrizioni all'attività, in crescita in tutta Europa, degli Home restaurant, ovvero l'attività di ristorazione offerta in abitazioni private rintracciate tramite web. A lanciarsi a testa bassa contro la legge approvata a fine gennaio dalla Camera dei deputati e ora in discussione al Senato, è l'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (Agcm): “Il disegno di legge n.2647 introduce limitazioni che non appaiono giustificate” afferma l'Antitrust in un parere inviato ai due rami del Parlamento oltre che ai ministeri dell'Economia e dello Sviluppo economico.

“Via tetti su coperti e proventi”

Numerosi gli appunti che vengono fatti ai contenuti della proposta di legge. A partire dall'obbligo di utilizzare siti internet per promuovere la propria attività: “il ddl esclude ogni possibilità di rapporto diretto tra utente-cuoco e utente-fruitore. Ciò riduce l'offerta dei servizi di ristorazione per i clienti meno avvezzi all'uso di sistemi elettronici di acquisto e crea una discriminazione con i ristoratori tradizionali” si legge nel parere Antitrust.

Analoghe critiche all'obbligo di pagare la prestazione via internet, di fatto prima di averne beneficiato (“tale previsione impedisce per il cliente di avvalersi della possibilità di disdire sul posto un servizio rivelatori inadeguato”) e al tetto al numero di coperti (500) e i ricavi (5mila euro) che i cuochi “amatoriali” sono autorizzati a realizzare nell'arco dell'anno: “in tal modo – denuncia l'Autorità – l'operatore viene privato della libertà di definire autonomamente come e in che misura organizzare la propria attività economica”.

Tante perplessità che, ricorda l'Antitrust, erano già state espresse in occasione dell'audizione informale davanti alle Commissioni Telecomunicazioni e Attività produttive della Camera, quando aveva sottolineato come “nel caso un intervento sia necessario, occorre che si tratti di una regolazione minima ed adeguatamente giustificata da motivi di interesse generale, nel rispetto dei principi di non discriminazione e proporzionalità”.

“Estrema soddisfazione” è stata ovviamente espressa dal fondatore della piattaforma www.HomeRestaurant.com,  Giambattista Scivoletto. “Il fatto di trovarci d'accordo con una così autorevole fonte di giudizio, ci rassicura sul buon senso della nostra protesta e ci dà forza per continuare la nostra battaglia per il corretto sviluppo dell'Home Restaurant in Italia”.

Rimane ora da capire se e come il Senato deciderà di modificare il testo licenziato da Montecitorio. Ogni intervento in favore degli home-restaurant infatti provocherebbe non pochi malumori nella potente categoria dei ristoratori, che, non a caso, avevano salutato con favore il testo attuale del disegno di legge: «Siamo ampiamente favorevoli all’impegno da parte delle istituzioni a far rispettare le norme a garanzia della salute pubblica, dei diritti dei lavoratori e della trasparenza, mettendo fine, inoltre, ad un’evasione fiscale e contributiva pressoché totale» aveva a suo tempo affermato, Marcello Fiore, direttore generale della Federazione pubblici esercizi Fipe.

@EmanueleIsonio

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