Elba, quel link solidale tra carcere modello e hotel extralusso

Carlo Pelagalli [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

Ci sono tante belle storie di reinserimento sociale attraverso la continuità del rapporto di lavoro in giro per l'Italia: come quella che possono scoprire i visitatori dell'Elba e di Pianosa, due delle perle dell'Arcipelago Toscano. Nella Spiaggia della Biodola, la più famosa dell'Elba per le sue acque cristalline, si innalza l'Hotel Hermitage, dove in cucina lo chef Paolo Balestrazzi racconta di una collaborazione tutt'altro che casuale: pomodori, zucchine, insalata e fagiolini  e tante altre verdure servite ogni giorno sono prodotti dalla cooperativa San Giacomo, composta da ex-detenuti che lavorano nell'Isola di Pianosa "Questa collaborazione ha un doppio valore: la certezza di prodotti di ottima qualità in cucina, coltivati senza l'uso di prodotti chimici e colti al momento giusto senza soste in celle frigorifere e senza conservanti, e la certezza di contribuire ad un progetto di reinserimento sociale"

Porticciolo di Pianosa. Licenza libera su Wikimedia Commons

A fine '800 venne istituita dal Granducato di Toscana la colonia penale agricola di Pianosa e furono inviati sull'isola i condannati destinati ad occuparsi dei lavori nei campi. Il carcere - in attività durante l'epoca fascista  -  è stato poi trasformato in penitenziario di massima sicurezza attivo fino al 2011. Da quel momento in poi l'isola è stata aperta - seppure in forma 'ridotta' con delle regole speciali - ai turisti, che possono passare anche la notte nell'unico hotel dell'isola, diretto da una cooperativa di volontari e da detenuti in regime di semilibertà del carcere di Porto Azzurro.

Un fiore all'occhiello del sistema carcerario italiano, che altrove mostra segni di logoramento preoccupanti: i dati aggiornati al 30 giugno 2016 - contenuti nel rapporto Antigone 2016 - parlano di 54.072 detenuti, a fronte dei 52.754 dello stesso mese del 2015 (incremento causato soprattutto dall'aumento delle custodie cautelari). E con i numeri assoluti sale anche il tasso di sovraffollamento che arriva a una media del 113,2% con alcuni penitenziari (Como con il 186,6% e Busto Arsizio con 174,2%) nei lo spazio minimo di 3 mq per detenuto è a rischio.

L’obiettivo principale della cooperativa San Giacomo di Pianosa è favorire nuove opportunità di confronto e di lavoro, per permettere ai detenuti di continuare il loro impegno e costruire professionalità spendibili anche dopo il carcere. Attività edili, artigianali ma anche agricole, che hanno favorito la coltivazione in piccole aree dell'Isola di Pianosa, che garantiscono la produzione di ortaggi a km 0 biologici. Il tutto diretto dalla casa di reclusione di Porto Azzurro all'Elba e in collaborazione con il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano e il Ministero della Giustizia.

@lamarty_twi

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