Cioccolata ingannevole. L’Angelica condannata

Il cioccolato fa bene, ma le sue proprietà vanno comunicate seriamente. L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha giudicato ingannevole  la comunicazione proposta dal cioccolato “Buonissima L’Angelica” in quanto pubblicità mendace. Il messaggio, sotto l’intestazione “La Cioccolata che fa benissimo, è Buonissima.” mostra in primo piano il vasetto della crema alle nocciole e cacao pubblicizzata e una tavoletta di cioccolato, mentre il testo spiega che si tratta di una nuova “cioccolata funzionale” e che ogni gusto in cui è disponibile, sia in versione tavoletta che spalmabile, corrisponde a una diversa funzionalità, ad esempio: “Buonumore”, “Linea e Bellezza”, “Memoria e funzioni cognitive”, “Tono ed Energia”. Spiega inoltre che per ogni gusto il prodotto contiene “microRepair®”, che offrirebbe “protezione per i tuoi denti”.

Una simile costruzione comunicazionale, ad avviso dell’organo di controllo, veicola un messaggio fuorviante per il pubblico dei consumatori. Sebbene infatti i prodotti contengano vitamine e minerali in misura tale da rendere plausibili alcuni vanti riportati nel messaggio, il carattere eccessivamente perentorio della comunicazione non rende accettabili le assolute promesse relative “al buon funzionamento del sistema nervoso”, “al normale metabolismo dei micronutrienti”, “protezione delle cellule dallo stress ossidativo” e “mantenimento di una pelle normale”. Inoltre, nel messaggio si afferma che la cioccolata pubblicizzata è “arricchita con estratti nutraceutici naturali”, e che proprio in virtù di tale caratteristica “si arricchisce di benessere”, associando quindi le funzionalità vantate alla presenza degli estratti botanici cui si fa riferimento: tuttavia i claim collegati ai cosiddetti “botanicals”, autorizzati dal Ministero della Salute, possono essere utilizzati solamente con riferimento agli integratori alimentari e non di per sé agli alimenti.

Infine, espressioni come “fa benissimo”, “piacere senza rimorsi” risultano scorrette in relazione alla categoria di appartenenza del prodotto e al suo ruolo nella dieta complessiva, in quanto il messaggio pubblicitario ha l’effetto di creare un alibi al consumatore, rassicurandolo sul fatto che il prodotto, in tutte le varianti in cui gli viene presentato, è sì goloso e appetibile, ma “fa bene alla salute”, perché apporta specifici benefici.

Diversi studi dimostrano le proprietà benefiche del cioccolato, come ad esempio lo studio dell’IRAN (Istituto Nazionale Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) di Roma che nel 2003 ha mostrato come l’assunzione di cioccolato rilasci endorfine, utili per aumentare il buon umore, o quello di altri ricercatori olandesi e pubblicato sugli Archives of Internal Medicine che evidenzia come tra i consumatori abituali di cioccolato fonente vi siano valori più bassi di pressione arteriosa e, quindi, una minore esposizione ad eventi cardiovascolari quali infarto e ictus. Vi è un’importante letteratura scientifica che dimostra che il cioccolato fondente fa bene. Bene, ma non benissimo, e un maggior rigore nell’esposizione di questi vantaggi sicuramente è indispensabile per non far passare un messaggio fuorviante ai consumatori, che meritano di essere indotti all’acquisto con una comunicazione fedele al prodotto.

@lamarty_twi

 

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