Big Pharma, scandalo studi sul Diovan per Novartis

Monta in Giappone lo scandalo che colpisce Novartis – è il caso di dirlo – al cuore. La compagnia svizzera, uno dei principali protagonisti del ristretto circolo globale di Big Pharma , che comprende le principali multinazionali farmaceutiche, deve infatti affrontare la polemica scoppiata nel suo secondo mercato di riferimento, dove – come rivela The Wall Street Journal – i ricercatori hanno ritrattato alcuni studi che propagandano i benefici della medicina più popolare della società per le malattie cardiache, il Diovan . Le vendite di Diovan in Giappone, dove il brevetto scadrà alla fine di quest'anno, hanno rappresentato circa un quarto delle vendite globali del farmaco, che ammontano a 4, 4 miliardi dollari nel 2012.

 

Novartis aveva introdotto nel 2000 il Diovan in Giappone come farmaco per l’abbassamento della pressione arteriosa, sottolineandone successivamente  anche altri benefici, come la riduzione del rischio di ictus e di insufficienza cardiaca, sulla base di studi di cinque università giapponesi. Ma proprio l’indagine recente di alcuni ricercatori universitari nipponici indipendenti ha  sostenuto pubblicamente che i dati impiegati a sostegno dell’efficacia del Diovan erano stati "manipolati".

 

Novartis nega ovviamente ogni coinvolgimento nelle presunte distorsioni della ricerca, ma almeno otto ospedali giapponesi avrebbero dichiarato di voler interrompere la prescrizione del farmaco sulla scia di queste polemiche. Una decisione forte che ha costretto in una recente conferenza stampa Yoshiyasu Ninomiya, presidente della sede giapponese di Novartis, a più prudenti dichiarazioni di scuse per «una situazione che potrebbe scuotere la fiducia» nell’autorevolezza delle ricerche. Il ministero della Salute nipponico ha avviato intanto un’inchiesta, ma lo scandalo del Diovan – fino adesso rimasto abbastanza circoscritto, ad esempio, negli Stati Uniti – potrebbe aprirne uno maggiore rispetto all’autorevolezza degli articoli medici pubblicati sulle riviste scientifiche: il numero di articoli ritrattati nel 2012 sarebbe di 415, contro il soli 46 del 2002, secondo Thomson Reuters Web of Science.

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