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Anticipazioni _ Mensile Valori (febbraio 2012)
Il teorema delle disuguaglianze: a febbraio Valori torna a scuolaValori di febbraio torna a scuola e (si) interroga. Il numero in uscita tra pochi giorni č alle stampe con un dossier tutto da studiare: siamo andati tra i banchi di scuola e nelle carceri, in Europa e negli Usa, a caccia delle ragioni di una diseguaglianza sociale che cresce sul Pianeta. Politiche deliberate e scelte economiche di welfare ben precise producono modelli discriminanti. Ecco il consueto sommario dei contenuti del giornale e una sbirciatina tra le pagine...
Il dossier è tutto da studiare, perché siamo andati tra i banchi di scuola e nelle carceri, in Europa e negli Usa, a caccia delle ragioni di una diseguaglianza sociale che cresce sul Pianeta, a partire da un vero e proprio "Tracollo educativo".
Politiche deliberate di riduzione del welfare che producono modelli discriminanti, a cominciare dal primo giorno in classe. Quello che era un fattore di democrazia, l'istruzione diffusa, diventa vittima di scelte economiche ben precise che portano all'odierna "Educazione in crisi. La frattura nascosta che minaccia l’America". E le conseguenze sono gravi innanzitutto per la democrazia negli "Usa, se le sbarre prendono il posto del welfare", perché alimentano il mito di chi propugna "Sicurezza a tutti i costi" e invece ottiene solo disparità e impoverimento generalizzato. Possibili vie d'uscita arrivano però dal basso, dall'esperienza di certi insegnanti di frontiera che, una volta tanto, sono entrati nelle "stanze dei bottoni", come "Marco Rossi Doria. A scuola di eguaglianza" ci deve andare quindi un intero modello economico, anche per contrastare "La cultura delle periferie dell’imperialismo". Un ritorno alla buona scuola per tutti, insomma, andrebbe certo nella direzione di quello sviluppo equo e diffuso che, complice la crisi internazionale, sembra addirittura scomparso dall'agenda. Almeno così parrebbe - ne parliamo nella sezione finanza etica - a guardare la gestione dei "Debiti sovrani. La grande truffa dei Cds" prosegue e miete nuove vittime, senza che la comunità internazionale abbia agito sul serio per mettere un freno alla speculazione e all’utilizzo sfrenato dei "Paradisi fiscali. Il G20 getta la spugna?". Forse. Intanto ovunque si cercano strade per risparmiare, abbattendo i costi di gestione – o di malagestione - delle grandi aree urbanizzate ("Area C, alla ricerca di una mobilità dolce"; "Le ombre sulla gestione dei trasporti milanesi"), e in un quadro generale in cui il futuro delle giovani generazioni è sempre più a rischio: la nuova mappa de "l’italiaincifre" dà i numeri di questa grave sottrazione di prospettive. Ma la qualità della vita - sempre al centro della sezione economia solidale - è cartina al tornasole di una situazione difficile. E poiché secondo alcuni "La vita sana non abita più in Italia (ma nessuno ne parla)", è bene ricordare che le buone pratiche squarciano mondi finora inesplorati ("L’approccio slow fa breccia in medicina"). Nell'undicesima puntata dell'inchiesta sul Made in Italy a rischio spremiamo il succo di un settore agricolo d'eccellenza per scoprire quale sia "Quel fattore cruciale che affonda gli agrumi italiani", mentre si consolida un'economia alternativa che coniuga vantaggi ("Unità, biologico, filiera corta: ecco la ricetta anticrisi"), proposte innovative ("Un marchio europeo per chi finanzia l’impresa sociale") ed esperienze in atto ("Buone pratiche/3 - L’altra economia trova casa a Mestre"). Peccato che le alternative ecosostenibili e le novità della green economy, a molti settori della finanza e dell'imprenditoria, non interessino particolarmente. Nella sezione internazionale incontrerete "Banche nere come il carbone" e respirerete - veleni - a caro prezzo, perché "L’aria dell’industria costa caro all’Europa" e nessuna risposta concreta esiste ancora ad una domanda che circola da tempo: "Dopo Kyoto chi penserà all’ambiente?". Ma in fondo non c’è neanche il tempo di preoccuparsi troppo dell'aria inquinata che lo sguardo si volge un po’ più lontano, verso Paesi dove le risorse non mancano davvero ma vengono spese malissimo, o anche peggio ("La petromonarchia che metterebbe il velo agli occhi seducenti"). E le cattive conseguenze saranno in molti a “respirarle”, nel tempo. Questo e molto più di questo su Valori di Febbraio 2012: un numero che suona la campanella, cercando di imparare le cause per proporre alternative eque e credibili. Buona lettura. Abbonatevi cliccando qui! 25 Gennaio 2012
Redazione @ redazione@valori.it
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Politiche deliberate di riduzione del welfare che producono modelli discriminanti, a cominciare dal primo giorno in classe. 






