Editoriale

Auguri Valori. I nostri 100 passi.

Immaginiamo che ciascuno di noi voglia raggiungere una meta che da tempo desidera e che sia terminato il tempo dell’attesa. Si rompono gli indugi e si diventa meno calcolatori. Si cercano gli strumenti e i modi per centrare l’obiettivo. Così è nato Valori, il giornale che avete tra le mani.
Immaginiamo che ciascuno di noi voglia raggiungere una meta che da tempo desidera e che sia terminato il tempo dell’attesa. Si rompono gli indugi e si diventa meno calcolatori. Si cercano gli strumenti e i modi per centrare l’obiettivo. Così è nato Valori, il giornale che avete tra le mani.
Il bisogno di scrivere un racconto diverso dai soliti sull’economia e sulla finanza, ormai avvolti dalla stanchezza di avere informazioni a senso unico. Il bisogno di aiutare la diffusione di idee e riflessioni maturate nella esperienza concreta del fare. Il bisogno di non arrendersi di fronte agli eventi e comunicare che è possibile agire per la giustizia e la pace.
I primi 30 passi sono stati come quelli di un bambino che sta imparando a camminare. Tentativi, barcollamenti, cadute. Ma anche coraggio, tenacia e, a volte, testardaggine, nella ricerca di una identità che nella mente era chiara, ma era più complicato riversarla in un giornale.
Vi era la certezza che lo strumento Valori era giusto.
I successivi 30 passi, quelli del consolidamento, hanno compreso nel loro muoversi esaltazione e sconforto, crescita e crisi, voglia di continuare e voglia di smettere. Sì, proprio come accade per la persona umana nella sua esistenza. E forse è lì che si capisce l’importanza di ciò che stai facendo. Gli argomenti che trattiamo non sono facili. A volte sono un po’ complicati da spiegare, ma la sfida sta nel cercare di farli comprendere.
Gli ultimi 39 passi ci hanno portato a misurarci con la “crisi”. Andate a rileggerli.
Noi potremmo dire senza smentita alcuna che l’avevamo scritto. Profeti di sventura?
No, preferisco usare il termine gente di buon senso. Non ci sentiamo come coloro che parlano e scrivono nel deserto. In questi 99 passi abbiamo sentito che la coscienza e la sensibilità della gente sui temi finanziari è aumentata e che il velo dell’ipocrisia un po’ si è alzato.
Devo ringraziare di cuore tutti coloro che hanno permesso e permetteranno l’esistenza di Valori: lettori, redazione, cooperativa editoriale.
Nell’editoriale del numero 0 del giugno 2001 scrivevo: «Pochi mesi fa a Cirella, una frazione di Platì, alle pendici dell’Aspromonte, incontrai un gruppo di giovani calabresi per discutere di finanza etica. Mi raccontarono le loro idee, i loro progetti, i loro sogni. Volevano che la loro terra non fosse conosciuta solo per i fatti legati alla mafia. Una terra difficile e bella.
Chiesero un aiuto finanziario per dare corpo alle loro speranze». Non li ho più visti, ma anche a loro dedichiamo il nostro sforzo.
Forse è una casualità, o forse no: il centesimo passo torna a raccontarvi di mafia. Ne abbiamo parlato molte volte sulle pagine di Valori in questi anni: venticinque volte per essere precisi (le ho contate). Un tema che ci sta a cuore.
La mafia che nasce e vive per l’interesse di pochi che schiacciano molti.
Il cui denaro è frutto di attività illegali, immesso nel mercato attraverso connivenze finanziarie.
La mafia che investe i suoi ingenti patrimoni senza nessun riferimento valoriale o etico.
Il criterio unico è il guadagnare il più possibile senza guardare in faccia a nessuno.
La mafia che evade le tasse ed esercita nelle aziende il potere del malaffare.
La mafia che fonda la sua cultura sull’ignoranza.

Il centesimo passo-numero di Valori è per tutti voi che ci leggete e che ogni giorno siete riparatori di giustizia.

Fabio Silva
Presidente della Società Cooperativa Editoriale Etica,
editrice dei periodici Valori
.




Nato nel 1957 a Seregno. Ha tre figli.
Oltre alle numerose esperienze nel campo sociale
e del volontariato, è stato vicepresidente di Banca
Popolare Etica (dal 2004 al 2010) e dal 2000 membro
del CdA della stessa banca; componente del Consiglio
di Amministrazione della Fondazione S. Carlo; presidente della cooperativa Nazca per il commercio equo
e solidale dal 1999; responsabile dell’ufficio
Formazione Cisl Brianza (dal 1988 al 1996).

1 Giugno 2012