L’altra faccia dell’olio di palma è contro i tumori

Sudio su olio di palma Università statale di Milano,   2016

Studio su olio di palma Università statale di Milano, 2016

L' olio di palma potrebbe trasformarsi da nemico pubblico numero uno dell'ambiente e della salute ad amico dell'uomo.

A scriverlo sono i ricercatori dell’Università Statale di Milano coordinati dalla dottoressa Patrizia Limonta, a seguito di uno studio finanziato dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia e dal Comitato Emme Rouge per la lotta al melanoma Onlus in cui si dimostrano le proprietà antitumorali della sostanza la cui produzione e l'eccessivo consumo sono invece messi costantemente sotto accusa.

In particolare, precisa l'ateneo milanese in una nota, l'olio di palma"non contiene solo gli acidi grassi saturi potenzialmente dannosi per il sistema cardiovascolare, ma anche i tocotrienoli (derivati della vitamina E), che possiedono attività antitumorale". Lo studio in proposito, realizzato in collaborazione con l’Università dell’Aquila e pubblicato su Scientific Reports ‐ Nature Publishing Group, "ha indagato il ruolo antitumorale del  delta‐tocotrienolo (δ‐TT), composto della vitamina E, che si trova nell'olio di palma e nei semi di Annatto (Bixa Orellana), la cui polvere è utilizzata nell’America centrale e meridionale come colorante dei cibi". È stato infatti dimostrato che "il δ‐TT, in particolare, è dotato di una significativa attività antitumorale su cellule di melanoma umano. Gli studi sono stati condotti sia in vitro, che in vivo. In vitro, si è verificato che il δ‐TT spinge le cellule di melanoma verso la morte cellulare programmata (apoptosi) attraverso un meccanismo intracellulare noto come 'stress del reticolo endoplasmatico'".

E non solo: "Dal momento che i tocotrienoli sembrano anche ridurre lo sviluppo di malattie cardiovascolari e neurodegenerative (es. patologia di Alzheimer), questi dati dimostrano che l'olio di palma contiene sostanze protettive per la salute umana".

Insomma, buone notizie sia per "riabilitare" in parte la fama dell'olio meno amato dall'opinione pubblica, sia per apprezzare il lavoro di ricerca scientifica che proviene dalle università di casa nostra.

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