MAPPA / Troppo turismo? Patrimoni a rischio

di Emanuele Isonio

Sarebbe un’evidente forzatura affermare che l’aumento
del turismo sia la causa principale dei danni al tesoro
culturale e naturale mondiale. Ma leggere che, sulla
cinquantina di siti inseriti dall’Unesco tra i Patrimoni
dell’Umanità a rischio, un paio siano già oggi finiti nella
lista proprio per lo stress causato dall’eccessiva
presenza di visitatori, deve far suonare un campanello
d’allarme. I due siti in questione distano l’uno dall’altro
migliaia di chilometri e sono assai diversi tra loro:
il centro storico della città uzbeka di Shakhrisyabz
e la barriera corallina del Belize. Sono però accomunati
da un analogo boom turistico che ha portato al fiorire
di un indotto che aggredisce il delicato equilibrio dei due
ecosistemi, naturali e urbani. Trovare una quadratura
tra il desiderio di scoprire il mondo e la tutela delle sue
bellezze diverrà sempre più una priorità, in particolare
nei territori – su tutti Africa, Latinoamerica e Medio
Oriente – che vantano i trend di crescita turistica più
importanti e devono fare i conti anche con altri fattori
negativi: dai cambiamenti climatici, ai conflitti bellici,
fino a uno sviluppo delle città spesso fuori controllo.

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