La Cina riduce le emissioni. Ma i dubbi restano

La capitale Pechino. Foto: Kentaro Iemoto (Wikimedia Commons)

La capitale Pechino. Foto: Kentaro Iemoto (Wikimedia Commons)

Negli ultimi cinque anni la Cina ha sperimentato una riduzione del 20% della propria carbon intensity - la quantità di emissioni di gas serra per unità di Pil – ottenendo così un risultato ancor più lusinghiero rispetto alla quota obiettivo del 17% fissata dal governo. Lo riferisce il quotidiano People’s Daily citando l’ultimo rapporto annuale ( China’s Policies and Actions for Addressing Climate Change 2016) pubblicato dallo State Council Information Office. Secondo quanto riferito dallo special representative per il cambiamento climatico di Pechino, Xie Zhenhua, il Paese sarebbe stato in grado di portare le fonti rinnovabili a quota 12% sul mix energetico totale superando, anche in questo caso, l’obiettivo originale dell’11, 4% stabilito dal 12esimo Piano Quinquennale 2010-15.

 

La soddisfazione per i risultati annunciati dal rapporto – reso pubblico alla vigilia della COP22 che si svolgerà dal 7 al 18 novembre prossimo a Marrakech – si affianca però all’inevitabile scetticismo che accompagna i dati governativi. Già negli anni passati la Cina aveva annunciato una significativa riduzione dell’uso di carbone, ma i numeri erano stati accolti con un certo sospetto. Circa un anno fa, l’agenzia statistica nazionale cinese aveva corretto al rialzo le stime sull’utilizzo del carbone. Una mossa che aveva indotto il New York Times ad accusare Pechino di aver sottostimato i livelli di consumo di carbone registrati ogni anno fin dall’inizio del XXI secolo.

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