Italia in fiamme: dure accuse da agricoltori e addetti forestali

Non solo boschi, ma anche animali allevati e almeno 2500 ettari di terreno a pascolo, vigneti e uliveti andati a fuoco nell’ultimo mese, concentrati soprattutto nelle Regioni del Sud, ma sparsi lungo tutta la Penisola. E’ quanto stima la Coldiretti che, di fronte alla devastante ondata di incendi che mette a rischio l’ambiente, l’economia, il turismo e anche vite umane, ha promosso l’alleanza tra gli agriturismi a marchio Campagna Amica e Federforeste con l’avvio di una task force per il monitoraggio, prevenzione e valorizzazione dei boschi.

Anche il FAI - Fondo Ambiente Italiano e il CAI – Club Alpino Italiano si mobilitano, scrivendo insieme un appello al ministro dell'Ambiente: gli incendi ripetuti che stanno danneggiando in questi giorni ampie porzioni di territorio italiano da Nord a Sud pongono all’attenzione del governo e della società civile il tema della gestione e della manutenzione delle aree verdi d'Italia, e in particolare delle aree naturalistiche e dei parchi. FAI e CAI si rivolgono al ministro Galletti per evidenziare ancora una volta l’assenza di presidi adeguati e di piani di manutenzione preventiva contro il rischio incendi, unici strumenti per evitare e ridurre il rischio di queste drammatiche calamità.

La ricorrenza annuale di questi eventi evidenzia la mancanza da parte delle autorità e della società civile di una reale consapevolezza del problema e di adeguate politiche di intervento ordinario. L’incendio che ha compromesso ampie porzioni del Parco del Vesuvio, e che ancora oggi infuria, dimostra, ad esempio, che al di là della mano che ha appiccato il fuoco, che è solo la scintilla, questo sarebbe stato ben più facilmente e rapidamente contenuto se i boschi vesuviani fossero stati nel corso dell’anno adeguatamente curati, correttamente manutenuti nel sottobosco e puliti dall’immondizia, dotati di vie spartifuoco e sentieri, oltre che naturalmente di servizi antincendio.

In Italia e nel mondo esistono protocolli rigorosi e certificazioni (come FSC e PEFC) che garantiscono la gestione sostenibile dei boschi: "la loro adozione sarebbe un primo importante passo per la prevenzione, oltre che un dovere civile e morale nella logica di preservare l'ambiente per le generazioni future" spiega Antonio Brunori, segretario generale dell'Associazione PEFC Italia "Le aree boschive, per ottenere la certificazione devono dimostrare ad un ente terzo indipendente una gestione attiva delle risorse forestali, con prevenzione, oltre che lotta, agli incendi boschivi; tale attività include il presidio del territorio, pulizia delle aree da rifiuti, creazione di un sistema di monitoraggio di danni biotici e abiotici, formazione del personale addetto alla sorveglianza e alla cura delle risorse naturali, apertura al pubblico".

I boschi italiani ammontano a 10.982.013 ettari: 823.000 ettari sono certificati seguendo lo standard PEFC (il 7,5% dei boschi italiani); 52.245 ettari seguendo lo standard FSC (lo 0,47% dei boschi italiani). La via della sostenibilità è ancora lunga da percorrere.

@lamarty_twi

valentini@valori.it

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