Isole Egadi, “dissuasori” contro la pesca a strascico

Sulle strade delle città italiane servono a convincere gli automobilisti a rallentare, in mare diventano uno strumento per tutelare pesci, crostacei e flora marina da pescatori senza scrupoli:
20 dissuasori volti a inibire la pesca a strascico illegale sotto costa sono stati collocati sui fondali dell'Area marina protetta delle Isole Egadi e vanno così a integrare i 20 installati nel 2015 sul fondale di Marettimo. Il posizionamento di questi importanti strumenti e fondamentale per tutelare la fauna ittica e preservare la Posidonia Oceanica di cui è ricco l’arcipelago siciliano.

Il progetto è stato reso possibile attraverso un'iniziativa di Corporate Social Responsability che ha visto collaborare i vertici dell'Area marina con la Rio Mare, che ha finanziato un progetto triennale partito nel 2014. Oltre ai dissuasori, il progetto comprende anche il supporto economico per la gestione dell’Osservatorio della Foca Monaca nel Castello di Punta Troia a Marettimo e la creazione del primo Centro di Recupero delle Tartarughe marine a Favignana.

Proprio grazie all’attività del Centro di Recupero, nato per soccorrere e ricoverare esemplari feriti o in difficoltà, è stato possibile liberare Venere, un esemplare di tartaruga Caretta caretta ospitata presso il Centro di Recupero e che va ad aggiungersi ai 32 esemplari soccorsi a partire dall’apertura del Centro, nel settembre 2015, a causa di ingestione di plastica o lenze da pesca, interazioni con rifiuti galleggianti o impatti con barche.

«Questi anni hanno permesso di sviluppare e completare progetti fondamentali per tutelare la biodiversità delle Isole Egadi e grazie al quale abbiamo raggiunto risultati incredibili. Il supporto di Rio Mare alle nostre attività ha costituito un caso scuola tra le iniziative di Corporate Social Responsibility: uno dei primi esempi in Italia nel settore, ha ben rappresentato come la collaborazione tra pubblico e privato, se dettata da forte motivazione e condivisione di valori, possa portare a benefici concreti per la protezione di alcune fra le più vulnerabili aree del territorio italiano», commenta Stefano Donati, direttore dell’Area Marina Protetta "Isole Egadi".

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