In migliaia contro il CETA. E non solo le ong

accordo commerciale CETA tra Ue e Canada

Ieri è andata in scena a Roma, davanti a Montecitorio, una manifestazione con migliaia di persone unite per protestare contro la ratifica del CETA, l’accordo commerciale tra Unione europea e Canada.

Una ratifica calendarizzata dal Parlamento a partire dal prossimo 25 luglio, con una fretta da molti considerata immotivata, tanto da alimentare una protesta per chiedere di approfondire un testo che per molti produrrà una liberalizzazione e deregolamentazione degli scambi eccessiva, soprattutto a danno della qualità e del Made in Italy.

Una protesta che, questa volta, è stata davvero trasversale. Al sit in organizzato da Coldiretti e dalla campagna Stop TTIP Italia con Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch si sono infatti presentati anche deputati e senatori di diversi schieramenti: da Articolo 1 a Sinistra Italiana, dal Movimento 5 Stelle a Fratelli d’Italia, Lega Nord, Gruppo Misto, Rifondazione Comunista e anche esponenti del Partito Democratico.

Tutti contro un accordo che, riporta una nota della campagna che si oppone ad un altro contestatissimo trattato, il TTIP, "causerebbe danni sostanziali all’agricoltura italiana, alle produzioni di qualità, ridurrebbe i diritti del lavoro e aprirebbe all’importazione di sostanze chimiche vietate e combustibili inquinanti, minando conquiste sociali e standard ambientali. Il principio di precauzione potrebbe essere messo in secondo piano rispetto alle esigenze del commercio, con possibili ripercussioni sulla sicurezza alimentare e la salute dei cittadini".

 

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