Una firma per cambiare l’agricoltura europea

Una petizione per arrivare a una riforma radicale della politica agricola comune (PAC) per ottenere una nuova agricoltura che garantisca cibo di qualità rispettando la natura e la salute delle persone. A lanciarla sono alcune associazioni ambientaliste e dell'agricoltura biologica. La campagna #CambiamoAgricoltura, lanciata da Fai, Legambiente, Lipu e Wwf e supportata dalla Fondazione Cariplo, è parte della mobilitazione europea The Living Land nata per unire tutte le organizzazioni e le persone che pensano che la PAC sia in crisi e abbia bisogno di essere riformata.

Sono quattro i requisiti essenziali indicati dalle associazioni per la prossima riforma della Pac: “giusta per gli agricoltori, i lavoratori salariati agricoli e le comunità rurali; sostenibile per l’ambiente e il paesaggio, per avere acqua pulita, un suolo fertile, per rispettare il benessere degli animali e garantire la tutela della natura; sana per il nostro cibo e per il benessere di tutti; responsabile per proteggere il futuro del pianeta e del clima, per un’agricoltura veramente sostenibile a livello globale”.

Di Axel Hartmann (Flickr: patchwork) [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

Secondo le associazioni per decenni l'Ue, con l'attuale sistema basato sui pagamenti diretti alle aziende con il primo pilastro (l'OCM - Organizzazione Comune dei Mercati Agricoli -  inquadra le misure di mercato previste nell'ambito della PAC. Una serie di riforme ha portato alla fusione, nel 2007, di 21 OCM in una OCM unica relativa a tutti i prodotti agricoli), ha favorito un ristretto numero di grandi aziende agricole intensive a discapito dei produttori estensivi, più sensibili al rispetto dell’ambiente, del benessere animale e della biodiversità, come molti produttori biologici o biodinamici.

La denuncia è rivolta anche al dossier presentato pochi giorni fa, il 29 marzo, dalla Commissione europea sulle Efa (Ecological focus areas), ossia quelle aree pari al 5% dei terreni agricoli seminativi aziendali che dovrebbero essere dedicate alla tutela della biodiversità, in cambio del pagamento “Greening” (il 30% delle risorse del primo pilastro della Pac). Il rapporto evidenzia che la maggior parte delle Efa è costituita oggi da colture azotofissatrici che non contribuiscono sensibilmente alla conservazione della natura; inoltre il rapporto non contiene un’analisi dell’impatto delle Efa sulla biodiversità e si conclude con la decisione di non alzare la percentuale dal 5% al 7%, come consentito dai regolamenti, a conferma, appunto, di una scarsissima attenzione per l’ambiente e per la tutela della natura.

Per cambiare in modo radicale la Pac è essenziale che il maggior numero di persone e associazioni facciano sentire la loro voce per chiedere un’altra agricoltura che tuteli la salute delle persone e dell’ambiente – dichiarano i promotori della campagna – vogliamo far sapere alla Commissione europea che il sistema agricolo europeo va cambiato e per questo serve una vera riforma della Pac”.

Per partecipare alla consultazione online e cambiare la Pac www.cambiamoagricoltura.it

@lamarty_twi

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