Clima: arriva la direttiva sui fondi UE

Il Parlamento UE. Foto: Marco Ammon (Wikimedia Commons)

Il Parlamento UE. Foto: Marco Ammon (Wikimedia Commons)

Il 22 novembre prossimo il Parlamento Ue potrebbe approvare l’attesa revisione della direttiva sui fondi pensione legiferando così sul sempre più pressante tema degli stranded assets, gli attivi sostanzialmente bloccati perché incapaci di remunerare gli investimenti. Lo segnala il portale specializzato Responsible Investor. Il voto interesserà la direttiva sulle cosiddette Institutions for Occupational Retirement Provision (IORP) - i fondi pensione pan-europei che raccolgono contributi da tutti i Paesi della UE – approvata nel 2003 e ora oggetto di modifica. La nuova versione, nota come IORP2, punta a garantire una migliore gestione del rischio sia sul fronte strettamente finanziario sia su quella ambientale.


Gli investitori, specifica la nuova direttiva, dovranno comunicare alle autorità competenti le loro analisi sui rischi comprendendo, tra questi ultimi, anche quelli “relativi al cambiamento climatico, all’utilizzo delle risorse, all’ambiente, alla sfera sociale e al deprezzamento degli assets come conseguenza di cambiamenti normativi”. Il testo, insomma, contiene un riferimento evidente agli stranded assets, categoria, quest’ultima, di cui rischiano di far parte le ingenti riserve di gas e petrolio per le quali l’introduzione di norme più stringenti sulle emissioni di gas nell’atmosfera (e quindi sull’impiego delle fonti fossili) costituisce un importante fattore di deprezzamento.

Il testo di IORP2, che potrebbe ancora variare da qui al giorno del voto, è frutto della mediazione tra il Parlamento UE, la Commissione e il Consiglio europeo. I fondi pensioni interessati dal provvedimento sono circa 125 mila con 3 trilioni di euro di assets in portafoglio.

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