Ogni anno il cemento divora un’area grande come Roma

“Ogni giorno in Europa vengono degradati 500 ettari di terra fertile. Serve una direttiva per proteggere il suolo”: l'appello è stato lanciato, in occasione della Giornata mondiale della Terra 2017 da un cartello di 500 associazioni europee che stanno promuovendo la raccolta di un milione di firme necessarie a presentare al Parlamento europeo una proposta di iniziativa popolare (www.salvailsuolo.it). Destinatario è il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker. All'esecutivo Ue viene infatti chiesto di attivarsi, dal momento che le politiche europee hanno un’impronta molto profonda sui suoli e i territori del resto del mondo.

La superficie agricola europea, pari a 170 milioni di ettari, anche se molto vasta non è in grado di rifornire il mercato europeo delle materie prime, costringendo così l'UE a dipendere in larga parte dalle importazioni. Ma il legislatore anziché favorire iniziative che spingano a valorizzare i terreni favorendo così la crescita dell'economia agricola (e di filiere corte), si assiste all'urbanizzazione o degradazione ogni giorno a ritmi impressionanti: ogni anno in Europa spariscono sotto il cemento 1000 kmq di suolo fertile, un'area estesa come l'intera città di Roma. Al presidente della Commissione si chiede di fermare il consumo di suolo sviluppando un quadro legislativo vincolante per gli Stati Membri, che riconosca al suolo lo status di “bene comune” proprio come l'aria e l'acqua.

“Il suolo è la risorsa naturale più preziosa e scarsa in Europa, ma non la proteggiamo. Negli ultimi 50 anni, in Europa la superficie coperta di cemento e asfalto è raddoppiata, arrivando a 20 milioni di ettari: due volte la superficie agricola italiana. Senza contare tutte le altre minacce a carico dei suoli: 3 milioni di siti contaminati, 10 milioni di ettari gravemente danneggiati dall’erosione e 14 milioni a rischio desertificazione sono alcune cifre di danni già registrati. Se vogliamo che la comunità internazionale arresti il degrado di suolo, dobbiamo iniziare dalla nostra casa comune: è urgente una direttiva europea per la tutela dei suoli” si legge nella nota della task force formata, tra le altre, dalle italiane ACLI, Coldiretti, FAI, INU, Legambiente, LIPU, Slow Food e WWF, che denunciano tra l'altro, il grave impasse del progetto di legge nazionale contro il consumo di suolo, da tre anni rimpallato dalle commissioni delle due Camere e, da 11 mesi, impantanato al Senato: “L’Italia per una volta poteva essere capofila europea, come primo Paese a darsi regole per il contenimento del consumo di suolo, ed invece quel provvedimento, che pareva sospinto da consenso unanime, sembra essersi infilato in un tunnel di cui ancora non si vede la fine”.

 

@lamarty_twi

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